Page 32 - merged
P. 32
per il primo articolo sulla relatività, e il libro di Ernest Rutherford Radioactive
Substances and their Radiations [Elementi radioattivi e loro radiazioni], da cui trae
un'estesa bibliografia sugli Elementi radioattivi e loro costanti, e la serie di memorie
di Tullio Levi-Civita sulla relatività generale. Nel quaderno di appunti si trovano
menzionati i primi lavori di Bohr sullo spettro dell'idrogeno, certamente poco
conosciuti e considerati all'epoca in Italia. E un completo autodidatta e già si
muove con grande sicurezza nei campi più diversi della fisica e della matematica,
dando consigli all'amico Persico e suggerendogli i testi da leggere o i problemi
su cui cimentarsi.
1920 I fisici con cui Fermi viene in contatto a Pisa sono Luigi Puccianti, "All'istituto fisico
direttore dell'Istituto di Fisica di Pisa e titolare della cattedra di fisica sto a poco a poco diventando
sperimentale e Giovanni Polvani, suo aiuto, con cui stringe anche amicizia. l'autorità più influente.
tra i suoi colleghi vi sono Franco Rasetti e Nello Carrara, con i quali Fermi inizia Anzi uno di questi giorni dovrò
tenere, davanti a diversi magnati,
a fare esperimenti nel laboratorio di fisica al quale il direttore Puccianti aveva dato una conferenza sulla teoria dei
loro libero accesso. Fermi ha le idee ben chiare su quali esperimenti eseguire per quanti, di cui sono sempre un
fare ricerche originali e mostra subito le sue doti di leader del piccolo gruppo, sostenitore"
come ricorda Rasetti: «Carrara e io, che nell' anno precedente avevamo ormai
riconosciuto la superiorità di Fermi per le sue conoscenze di matematica e fisica,
lo consideravamo fin da allora il nostro capo naturale e ci rivolgevamo a lui e
non ai professori per avere istruzioni e consigli».
Fermi ha già studiato a fondo quello che allora è considerato il testo sacro della
meccanica quantistica, Atombau und Spektrallinien [Struttura dell'atomo e linee
spettrali] di A. Sommerfeld grazie al quale padroneggia la teoria quantistica del-
l'atomo meglio di ogni altro in Italia. Gli stessi professori lo considerano l'autorità Enrico Fermi (a destra) a Pisa davanti
indiscussa sulla teoria di Bohr-Sommerfeld: «All'istituto fisico sto a poco a poco alla Scuola Normale Superiore.
diventando l'autorità più influente. Anzi uno di questi giorni dovrò tenere, davanti Da sinistra: Renato Gardini, norma-
a diversi magnati, una conferenza sulla teoria dei quanti, di cui sono sempre un lista, matematico; Giovan Battista
sostenitore» scrive Fermi al suo amico Enrico Persico il 30 gennaio 1920. Pacella, matematico; Gaetano Gotti,
letterato; Luigi Fantappié, matematico
e portiere della Normale (1920)
1921 È probabile che risalga più o meno a questo periodo la lettura del libro
di Hermann Weyl, Raum, Zeit, Materie [Spazio, tempo, materia], Le prime pubblicazioni
pubblicato nel 1921, che costituisce un'introduzione di straordinaria chiarezza
fisica e matematica alla teoria della relatività e da cui Fermi in particolare apprende
la potenza dei metodi variazionali in fisica matematica, mentre approfondisce e
perfeziona lo studio della relatività. Dopo lo studio della meccanica quantistica
Fermi, infatti, si dedica a fondo alla relatività e nel corso del terzo anno di univer-
sità pubblica sul "Nuovo Cimento" i suoi primi lavori su problemi di elettro-
magnetismo. Nel primo (Sulla dinamica di un sistema rigido di cariche elettriche in
moto traslatorio) si trova l'interessante risultato secondo cui, per i sistemi
materiali del tipo considerato, l'inerzia del corpo è rappresentata da un tensore.
Nel secondo articolo (Sull''elettrostatica di un campo gravitazionale uniforme
e sul peso delle masse elettromagnetiche) si discute l'effetto di un campo gravitaziona-
le uniforme statico su di un sistema di cariche elettriche. Trova così che il peso del
sistema aumenta proporzionalmente alla massa elettromagnetica. Franco Rasetti, Nello Carrara
ed Enrico Persico sulle Alpi Apuane
Luisa Bonolis
l 143
L'opera scientifica di Enrico Fermi

