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per il primo articolo sulla relatività, e il libro di Ernest Rutherford Radioactive
     Substances and their Radiations [Elementi radioattivi e loro radiazioni], da cui trae
     un'estesa bibliografia sugli Elementi radioattivi e loro costanti, e la serie di memorie
     di Tullio Levi-Civita sulla relatività generale. Nel quaderno di appunti si trovano
     menzionati i primi lavori di Bohr sullo spettro dell'idrogeno, certamente poco
     conosciuti e considerati all'epoca in Italia. E un completo autodidatta e già si
     muove con grande sicurezza nei campi più diversi della fisica e della matematica,
     dando consigli all'amico Persico e suggerendogli i testi da leggere o i problemi
     su cui cimentarsi.



         1920 I fisici con cui Fermi viene in contatto a Pisa sono Luigi Puccianti,     "All'istituto fisico
                direttore dell'Istituto di Fisica di Pisa e titolare della cattedra di fisica     sto a poco a poco diventando
       sperimentale e Giovanni Polvani, suo aiuto, con cui stringe anche amicizia.     l'autorità più influente.
        tra i suoi colleghi vi sono Franco Rasetti e Nello Carrara, con i quali Fermi inizia     Anzi uno di questi giorni dovrò
                                                                                 tenere, davanti a diversi magnati,
        a fare esperimenti nel laboratorio di fisica al quale il direttore Puccianti aveva dato    una conferenza sulla teoria dei
        loro libero accesso. Fermi ha le idee ben chiare su quali esperimenti eseguire per     quanti, di cui sono sempre un
        fare ricerche originali e mostra subito le sue doti di leader del piccolo gruppo,     sostenitore"
        come ricorda Rasetti: «Carrara e io, che nell' anno precedente avevamo ormai
        riconosciuto la superiorità di Fermi per le sue conoscenze di matematica e fisica,
        lo consideravamo fin da allora il nostro capo naturale e ci rivolgevamo a lui e
        non ai professori per avere istruzioni e consigli».
          Fermi ha già studiato a fondo quello che allora è considerato il testo sacro della
        meccanica quantistica, Atombau und Spektrallinien [Struttura dell'atomo e linee
        spettrali] di A. Sommerfeld grazie al quale padroneggia la teoria quantistica del-
        l'atomo meglio di ogni altro in Italia. Gli stessi professori lo considerano l'autorità    Enrico Fermi (a destra) a Pisa davanti
        indiscussa sulla teoria di Bohr-Sommerfeld: «All'istituto fisico sto a poco a poco    alla Scuola Normale Superiore.
        diventando l'autorità più influente. Anzi uno di questi giorni dovrò tenere, davanti     Da sinistra: Renato Gardini, norma-
        a diversi magnati, una conferenza sulla teoria dei quanti, di cui sono sempre un     lista, matematico; Giovan Battista
        sostenitore» scrive Fermi al suo amico Enrico Persico il 30 gennaio 1920.     Pacella, matematico; Gaetano Gotti,
                                                                                  letterato; Luigi Fantappié, matematico
                                                                                  e portiere della Normale (1920)
        1921 È probabile che risalga più o meno a questo periodo la lettura del libro
                di Hermann Weyl, Raum, Zeit, Materie [Spazio, tempo, materia],     Le prime pubblicazioni
       pubblicato nel 1921, che costituisce un'introduzione di straordinaria chiarezza
       fisica e matematica alla teoria della relatività e da cui Fermi in particolare apprende
       la potenza dei metodi variazionali in fisica matematica, mentre approfondisce e
       perfeziona lo studio della relatività. Dopo lo studio della meccanica quantistica
       Fermi, infatti, si dedica a fondo alla relatività e nel corso del terzo anno di univer-
       sità pubblica sul "Nuovo Cimento" i suoi primi lavori su problemi di elettro-
       magnetismo. Nel primo (Sulla dinamica di un sistema rigido di cariche elettriche in
       moto traslatorio) si trova l'interessante risultato secondo cui, per i sistemi
       materiali del tipo considerato, l'inerzia del corpo è rappresentata da un tensore.
          Nel secondo articolo (Sull''elettrostatica di un campo gravitazionale uniforme
        e sul peso delle masse elettromagnetiche) si discute l'effetto di un campo gravitaziona-
        le uniforme statico su di un sistema di cariche elettriche. Trova così che il peso del

        sistema aumenta proporzionalmente alla massa elettromagnetica.            Franco Rasetti, Nello Carrara
                                                                                  ed Enrico Persico sulle Alpi Apuane
        Luisa Bonolis
                                                                                                          l 143
                                                                                   L'opera scientifica di Enrico Fermi
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